La diagnosi dell’IBS-C

La diagnosi di IBS-C è clinica, basata sui criteri di Roma IV e sull’esclusione di altre patologie tramite esami mirati solo in presenza di segnali di allarme o dubbi clinici.

Introduzione sintetica

Approfondimento

La diagnosi della sindrome dell'intestino irritabile (IBS-C) è di tipo clinico, basata principalmente sull'analisi dei sintomi del paziente, oltre che all’esclusione di altre patologie, con una diagnosi positiva secondo criteri condivisi e con esami mirati solo in presenza di “bandiere rosse” o dubbi clinici

Criteri diagnostici
Il principale strumento diagnostico è l'utilizzo dei Criteri di Roma IV, linee guida internazionali che definiscono la IBS e i suoi sottotipi, inclusa la IBS-C. Secondo questi criteri, per una diagnosi di IBS è necessario che il paziente riferisca un dolore addominale ricorrente in media ≥ 1 giorno/settimana negli ultimi 3 mesi, con esordio ≥ 6 mesi prima della diagnosi, associato a due o più dei seguenti:

  • Collegato alla defecazione.

  • Associato a un cambiamento nella frequenza delle evacuazioni.

  • Associato a un cambiamento nella forma o nell'aspetto delle feci.

Per la sottoclassificazione IBS-C, si utilizzano i giorni sintomatici e la scala di Bristol: >25% delle evacuazioni tipo 1–2 (dure/granulose) e <25% tipo 6–7 (molli/liquide).

Per la diagnosi di IBS-C, in particolare, i sintomi devono essere quelli di stipsi, come feci dure o a palline, sensazione di evacuazione incompleta e sforzo durante l'evacuazione.

Strumenti diagnostici per esclusione
Poiché la diagnosi di IBS deriva spesso da una concomitante diagnosi "di esclusione", il medico può prescrivere una serie di esami per accertarsi che i sintomi non siano causati da altre patologie con manifestazioni simili. Questi esami possono includere:

  • Esami del sangue: Per escludere anemia, celiachia (tramite test per gli anticorpi anti-transglutaminasi e anti-endomisio) o la presenza di marcatori infiammatori.

  • Esame delle feci: Per la ricerca di sangue occulto, parassiti o marcatori di infiammazione come la calprotectina fecale, che possono suggerire una malattia infiammatoria intestinale (come malattia di Crohn o la colite ulcerosa).

  • Test del respiro: Per valutare un'eventuale intolleranza al lattosio o la presenza di una sovracrescita batterica nell'intestino tenue (SIBO), condizioni che possono causare sintomi sovrapponibili a quelli della IBS.

  • Esami endoscopici (colonscopia): Vengono generalmente eseguiti solo se sono presenti dei "segnali di allarme" (sintomi atipici) che possono far sospettare altre patologie organiche più gravi come:

    ◦ Perdita di peso inspiegabile.
    ◦ Sanguinamento rettale.
    ◦ Anemia.
    ◦ Esordio dei sintomi in età avanzata (dopo i 50 anni).
    ◦ Storia familiare di cancro al colon o malattie infiammatorie intestinali.

In assenza di questi segnali di allarme, la diagnosi di IBS-C si basa quasi esclusivamente sui criteri clinici e sull'accurata valutazione dei sintomi da parte del medico.

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